Altro, In movimento

Un’altro patrimonio dell’Umanità? Eh sì! Apperò!

Panchina con Don Quijote

Se siete a Madrid e volete visitare anche qualche altra cittadina, ma senza dover fare spostamenti allucinanti, ci sono molte chance per voi. Una è San Lorenzo de El Escorial, di cui vi parlerò a breve, l’altra di certo è Toledo, città della Castilla-LaMancha piena di incessanti richiami al Don Quijote di Cervantes, ma che dista sufficientemente poco da Madrid per poter essere raggiunta in tempi non troppo eccessivi: con mezz’ora di viaggio e €12,50 di treno siete arrivati a destinazione e potete iniziare a godervi questo splendido patrimonio dell’umanità. Sì ragazzi non scherzo anche questa città è stata dichiarata tale dall’UNESCO e quando vi mostrerò il monastero dell’El Escorial capirete perché anche quel luogo lo sia. ;) Ma non stupitevene troppo, la Spagna, assieme all’Italia e alla Cina, si trova sul podio per questo genere di riconoscimenti di livello internazionale, come potete vedere a questo link.

Una cosa da dire è la seguente: mentre Madrid e Valencia sono città molto più grandi e che offrono veramente di tutto, dai musei ai giardini botanici, dai bar alle discoteche per gli amanti della movida più sfrenata, qui a Toledo l’offerta è un po’ più ridotta in termini di amenità e posti notturni dove passare seratone da sballo. Direi che per chi ama vedere una bella città e passare il resto del tempo nei locali o nelle discoteche, una giornata di visita, rientrando a Madrid eventualmente la mattina del giorno dopo, può essere più che sufficiente. Per chi apprezza invece anche il lato culturale di una vacanza, qui c’è pane per i vostri denti e potrete di certo fermarvi almeno due tre giorni, per tornare poi a casa soddisfatti, e senza aver tralasciato nulla di quello che questa città poteva regalarvi.

Alcuni accorgimenti però è meglio che li seguiate, come sempre si deve fare in queste scorribande turistiche.
Prima di tutto appena arrivate e leggete le offerte che vi vengono fatte in stazione circa dei biglietti speciali che comprendono un viaggio con guida su autobus a cielo aperto, che vi accompagnerà in un giro della città esterno e interno (Toledo è tutta costruita sua una collina circondata per metà da un fiume), non fate gli gnorri per paura che vi stiano fregando, comprate i biglietti e correte a prendere l’autobus dopo aver appoggiato le valige in hotel. È assolutamente la prima cosa da fare qui a Toledo! ;) Tutto il resto è una perdita di tempo, così facendo infatti avrete modo di capire per bene l’intera struttura della città e di organizzare al meglio gli spostamenti seguenti.

La stazione di Toledo

Il carattere peculiare di Toledo lo riconoscete subito, appena arrivate in stazione: l’architettura araba. La stazione è già uno dei monumenti da visitare con i suoi muri di mattoncini rossi tutti pieni di ornamenti, le vetrate multicolori, il soffitto intarsiato e i lampadari in metallo con inserti decorativi colorati, dall’esterno il campanile con le sue colonnine verdi sotto l’orologio, le gugliette lavorate e le pietre a vista. Si capisce immediatamente che siamo stati catapultati in un altro mondo.

Andando verso il centro della cittadina, appena raggiungete il fiume Tago capite che i tacchi li userete molto poco e pure le infradito, perché su saliscendi così ripidi (ricordano Perugia per chi ci è stato, o Gemona per i lettori friulani) le scarpe basse e chiuse sono sempre la miglior soluzione per non ritornare all’alloggio con i piedi totalmente sgangherati e doloranti. Una scalinata infinita vi attende dopo il ponte, in alternativa una salita lunghissima su una strada senza marciapiede con a destra la roccia e a sinistra il fiume (anche no direi :) oppure una salita ripida comunque ma senza alcun gradino.. Scegliete voi, ma salire dovete, sennò che ci siete venuti a fare a Toledo? :)

Veduta di Toledo dal Fiume Tago

Arrivo a Toledo

Noi abbiamo fatto l’errore di snobbare, almeno inizialmente, l’offerta “bus+guida” e così il nostro giro è cominciato all’insegna dell’avventura, decidendo di fare la nostra prima fermata in un museo che proponeva una simpatica mostra su Leonardo da Vinci, con ricostruzioni delle ingegnose invenzioni dello scienziato e qualche elemento interattivo per esplicare al meglio il funzionamento di alcune sue idee.
Attorno a tale sito, si trovano addirittura due punti da cui poter accedere alla cattedrale, uno porta sull’entrata laterale, completamente circondata da palazzi e seminascosta, mentre il secondo non è altro che l’entrata sulla piazza del municipio. In questa piazza, nella sede del Comune, troverete anche le cartine gratuite della città: non sono poi malvage, ma se spendete qualche euro in stazione credo che vi ritroverete con uno strumento migliore.

Cattedrale e mostra di Leonardo da Vinci, Toledo

Cattedrale e Ayuntamiento, Toledo

Procedendo oltre si può raggiungere l’Escuela Oficial de Idiomas Eoi Raimundo e il Palacio Universitario Lorenzana, negozietti di souvenirs, il Circulo de Arte de Toledo, la Camara Oficial de Comercio e Industria, la Parrocchia di San Nicolas di Bari (ahahaha Aleeeee! L’hanno scritto con la “s”… mah! :) e la prima piazza che incontrate se raggiungete il centro dal lato della stazione, cioè Plaza Zocodover, dove sono state inserite delle carinissime panchine di pietra riportanti alcune delle più famose scene del Don Quijote di Cervantes.

Escuela Oficial de Idiomas e Palacio Universitario Lorenzana, Toledo

Se prendete invece l’autobus con guida (in realtà la guida non è nient’altro che un paio di auricolari molto efficienti, fondamentalmente :), farete prima il giro di Toledo dall’esterno, affiancando il fiume sul lato opposto a quello dove si trova la città. Si parte quindi dalla stazione e ci si ferma più di una volta ad ammirare le case e i monumenti distesi sulla caratteristica collina a picco sul Tago. Carinissimi i guard rail e i corrimano rosa su uno dei ponti che attraversiamo. :) Pian piano si arriva all’altra porta, Puerta Buena de Bosagra, costruita dagli arabi e poi ricostruita dagli spagnoli, punto dal quale è possibile addirittura salire in cima raggiungendo la poco distante scala mobile, anzi il mega tapis-roulant, facilmente avvistabile da questa zona.
Bene con l’autobus non ci si ferma qui e si riparte per andare in Piazza Zocodover dove chi ha acquistato il biglietto completo andrà assieme alla guida al Museo dell’Esercito, mentre gli altri saranno liberi di visitare come meglio credono il resto di Toledo. Qui la mappa del giro in bus.

Buona navigazione! ;)

La cattedrale, tappa assolutamente da non perdere, è lì accanto ma noi abbiamo deciso di visitarla il giorno dopo, dato che era già ora di pranzo. Abbiamo così deciso di fiondarci in un ristorante, per poi fare un giro completamente differente data l’ora e i tempi necessari a visitare l’intera chiesa.

Per avere un’idea di cos’altro potete visitare una volta arrivati all’interno della cittadina, vi farò una piccola carrellata basata chiaramente sulla nostra fugace esperienza.
Vicino alla piazza delle panchine di Don Quijote, trovate il palazzo dell’Esercito e la biblioteca. Forse nessuno ci avrebbe mai pensato, ma visto che sono una folle appassionata di biblioteche, io e Omar ci siamo fiondati al suo interno per dare un’occhiata alla collezione libraria, e così facendo abbiamo scoperto un punto panoramico della città che non avevamo avuto modo di vedere pubblicizzato da alcuna parte (forse per distrazione, non saprei): all’ultimo piano troverete un baretto e due tre finestre da cui guardare la città dall’alto, il tutto senza pagare nessun biglietto chiaramente, al massimo una bottiglia rinfrescante, che non ci sta mai male con i caldi torridi delle estati spagnole. Ah, piccola chicca trovata nella sezione di scienze, un libro intitolato “La estadística en comic” riporta appunto nozioni di statistica a fumetti, con simpatiche scenette di personaggi che si mettono a correre non vedendo l’ora di giocare un po’ con la… media campionaria! So già cosa starà pensando qualcuno di voi! :D

Libro di statistica in fumetto, Toledo, Biblioteca

Dalla parte opposta della città, rispetto a piazza Zacodover, troverete un giardino che alla sua entrata riporta alcuni cartelloni narranti la storia dei più importanti astronomi dell’Al-Andalus, la regione iberica che era finita sotto controllo islamico ai tempi della dominazione. Tra questi il cosiddetto Euclide di Spagna, Maslama ben Ahamad Al-Majriti, che fondò la scuola di Astronomia e Matematica di Cordoba. In particolare però si parla molto di un certo Azarquiel, Abu Ishaq Ibrahim Ibn Yahyà al-Zarqalluh. Lo dico lo stesso anche se mi sembra già molto chiaro, tutti questi scienziati erano di origini arabe, e l’ultimo che vi ho citato, nato nel 1029 a Toledo, dovette scappare a Cordoba, dove morì, quando la cittadina fu riconquistata dagli spagnoli.
Nonostante la dominanza subita per diversi lunghi anni, gli spagnoli di questa città (e immagino non solo questi :), sono di certo molto grati agli arabi per tutte le scoperte che loro fecero e per le conoscenze, soprattutto di astronomia, che apportarono in questa terra. Su questi cartelli troverete infatti sia delle simpatiche istruzioni su come costruire un astrolabio, sia una bellissima ode all’astronomia stessa.

Da qui senza allontanarsi troppo dalla zona vicino al fiume, si raggiunge anche la Sinagoga de Santa Maria la Blanca, dirigendosi invece nella direzione opposta come abbian fatto noi si trova Santa Leocadia e il bel Monastero Santo Domingo el Antiguo, dove non siamo entrati e non saprei nemmeno se sia possibile farlo, tutto nella stessa zona della Scuola di Lingue e del Palazzo Universitario Lorenzana.

Altro posto interessante è la Iglesia de San Roman, sede del Museo de los consilios y de la cultura visigoda, museo non troppo costoso che permette, se non arrivate tardi, di salire anche in cima al campanile della chiesa, per una seconda vista dall’alta di Toledo. Poco più avanti, procedendo verso la cattedrale un’altra chiesa, molto carina, dalle pareti di un bianco candido che contrasta con il marrone molto scuro dei banchi dei fedeli, la trovate in Plaza Padre Juan de Mariana.

Infine l’imperdibile cattedrale di Santa Maria, opera che ha visto la luce ben otto secoli orsono e che Wikipedia riporta come il “capolavoro gotico spagnolo”: io e Omar siamo rimasti letteralmente basiti dalla magnificenza di questo monumento, chiarissima espressione di uno sfarzo a dir poco impressionante della Chiesa dei tempi, ma che purtroppo o per fortuna… fa venire i brividi!
Esattamente di fronte potrete acquistare i biglietti e farvi dare mangianastri e cuffiette (in cambio delle vostre carte d’identità), grazie ai quali comprendere ogni singolo particolare di questa splendida costruzione. Troverete diversi quadri di artisti molto famosi come El Greco o Goya. La Sala Capitolare è ricca di affreschi che riportano la vita di Cristo e tutti, ma dico tutti, i vescovi della storia della città. La Cappella di San Ildefonso con i suoi cappelli cardinalizi dalle lunghe code rosse (ad indicare quale cardinale fosse titolare della cattedrale), la cappella maggiore, piena di statuine, decorazioni e oro, quando la vedrete rimarrete senza fiato, e proprio lì di fronte trovate il Coro più bello che abbia mai visto, con la doppia fila di sedute in legno, totalmente intarsiate e riportanti immagini di particolari momenti storici, come la presa di Granada.
Il tempo che vi serve per visitarla e ascoltare tutte le informazioni che vi vengono date con calma è minimo un’ora e mezza, ma ne varrà veramente la pena! Per un’anteprima guardate qui.

Chiese e cattedrale, Toledo

Particolare della cattedrale di Toledo

In realtà non ho ancora finito con la mia carrellata di luoghi da visitare, ma adesso ritorniamo all’esterno della città dove non vi restano che alcuni monumenti e reperti storici, come la Plaza de toros, molto rudimentale e particolarmente bassa rispetto alle solite che potete vedere nelle altre città spagnole, l’ospedale, che ricorda tantissimo l’architettura del tempio di San Lorenzo del El Escorial, l’Excmo Ayuntamiento, la sede della polizia municipale (abbastanza straniante vedere la fila di automobili di servizio davanti ad un monumento in stile arabo) e il Circo Romano, reperto molto deteriorato ma ben fornito di informazioni storiche, anche riguardanti i lavori di restauro.

Toledo - plaza de toros, ospedale e altri scorci

È inutile dire che l’intero centro storico offre continui scorci di costruzioni antiche, spesso in stile arabeggiante e che il tutto fa veramente pensare di essere finiti quasi in una città incantata, dove a mezzanotte tutto tornerà normale, usuale e di cemento, senza alcun sapore di passato e di posti lontani. Ma poi la mezzanotte arriva e vedi che non è tutto un sogno, l’incanto continua, magari su quella terrazza davanti alla biblioteca, dove nonostante tu sia seduto sul divanetto di un locale con musica disco a tutto volume e il barista che ti prepara uno mojito perfetto, puoi vedere ancora le guglie, le rocce e il ponte sul Tago che la fanno da padroni in questo posto che è rimasto così carico di figure e colori di un mondo che non c’è più e che ora vive a cavallo tra la nostra immaginazione e la realtà.

Toledo, scorci della cittadina

Veduta dall'alto del fiume Tago, Toledo

Scorci di Toledo

Veduta dall'alto di Toledo

Sui consigli culinari per oggi mi taccio, e vi lascio giusto due dritte utili per concludere questo lunghissimo post.
Per come raggiungere Toledo e utilizzare i servizio della Renfe mi sono già dilungata diverse volte e quindi, per non annoiare con le solite informazioni, vi rimando a questo articolo che ho scritto un po’ di mesi fa.

L’hotel dove abbiamo pernottato è l’Hotel Princesa Galiana. Indice di gradimento direi elevato: non è strettamente necessario essere in centro città perché c’è comunque poco da camminare per raggiungere ogni posto, accanto all’hotel c’è un posticino dove potrete mangiare delle tortillas de patatas (le frittate con patate tipiche spagnole) ottime, davanti avete la stazione dei treni quindi la partenza e l’arrivo in città saranno sempre comodissimi, e non vi ritroverete a dover trasportare fastidiosi bagagli in giro per la città o su salite impervie. Il personale è gentile e c’è il wi-fi. Se non date in escandescenze quando manca una colazione extralusso allora è il posto che fa per voi.

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1 Comment

  • Reply Viaggi in… foto | El Escorial, l’ennesimo patrimonio dell’umanità spagnolo 08/12/2013 at 11:20

    […] El Escorial, l’ennesimo patrimonio dell’umanità spagnolo «  […]

  • Rispondi a Viaggi in… foto | El Escorial, l’ennesimo patrimonio dell’umanità spagnolo Cancel Reply


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